Usura su contratto di mutuo: Banca condannata a Rovereto

By | 15 Luglio 2015

giudice1Banca condannata….

Lo scorso 30 giugno il Giudice Perilli di Rovereto ha emesso una sentenza che riprende, citandola, la famosa sentenza 350/2013 della Cassazione di cui più volte ho parlato negli articoli scorsi.

Perché è importante?

Un giudice applica alla lettera la legge e condanna la banca, ANNULLANDO TUTTI GLI INTERESSI DI UN MUTUO.

Sembra strano dire che un Giudice applica alla lettera la legge. Purtroppo non è strano che avvenga il contrario, soprattutto quando pariamo di banche…

La legge è chiara e secondo me si articola in tre punti:

  • vanno considerati tutti i tipi di interessi, siano perciò CORRISPETTIVI o MORATORI;
  • vanno considerati quando vengono PATTUITI o CONCORDATI;
  • qualora si verificasse il superamento del tasso soglia, nulla è dovuto e il contratto diventa a titolo gratuito: quindi tutti gli interessi devono essere annullati.

Allora io mi chiedo, come mi sono chiesto già altre volte: “dove sta la ragione?”

Sta dalla parte di quelli che dicono che la legge è chiara e bisogna applicarla?

O dalla parte di quelli che, dietro ad altre ragioni di volta in volta diverse, dicono che non si deve condannare la banca?

Dico “di volta in volta diverse” perché a leggere le poche (per fortuna) sentenze a favore delle banche si nota una cosa: ogni volta si cerca una scusa nuova:

  • la sommatoria dei tassi (corrispettivo e moratorio) non è prevista da nessuna legge. VERO: è prevista da quasi tutti i contratti di mutuo.
  • Non si sommano tassi di natura diversa. FALSO: la legge dice che gli interessi devono essere considerati tutti: tutti quelli che a qualsiasi titolo sono concordati quindi anche quelli di mora.
  • A volte alcuni giudici non considerano il momento della sottoscrizione del contratto per giudicare la bontà di un tasso ma un momento successivo. FALSO: è il momento della pattuizione quello che deve essere considerato.
  • Alcuni giudici non considerano il fatto di RESTITUIRE TUTTI gli interessi ma solo la parte eccedente alla soglia di usura. FALSO: la legge dice (art. 1815c.c.) che qualora siano concordati interessi usurari, nulla è dovuto a titolo di interessi.

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Quindi torno alla domanda già fatta:

Da che parte sta la ragione?

Perché alcuni giudici sentenziano in maniera così diversa dal dettato legislativo e da una sentenza di altri giudici (Cassazione 350/2013) di grado superiore?

Viene quasi da pensare male… ma io non mi permetto di farlo.

Io mi permetto solo di ricordare che è venuta l’ora per Imprenditori e Privati Cittadini di avere il coraggio di far valere i propri diritti nei confronti di uno strapotere bancario riconosciuto molte volte al di fuori della legge e purtroppo ancora molte volte impunito e protetto proprio da quelle figure che invece dovrebbero essere i paladini della giustizia.

 

A tutti buona fortuna e buona vita!

Gianmario

 

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