Come superare le inefficienze del Servizio Sanitario Nazionale e vivere un po’ più sereni

By | 8 marzo 2017

Leggevo il mese scorso su un giornale nazionale che gli italiani, per saltare la fila e accorciare i tempi del Servizio Sanitario Nazionale, usano un metodo in cui il nostro popolo è sempre stato campione: bustarelle e raccomandazioni.

Perché succede tutto questo?

  • 2 anni per rimuovere una protesi o curare un alluce valgo.
  • 18 mesi per una protesi mammaria.
  • 15 mesi per una mammografia.
  • 1 anno per una Risonanza magnetica.
  • 9 mesi per una visita oncologica.

E sono solo pochi esempi.

Con l’ormai famoso “decreto appropriatezza” il governo, un anno fa ormai, ha tagliato la possibilità da parte dei medici di base di prescrivere oltre 200 prestazioni che fino a prima erano gratuite e illimitate, pena il rischio per i medici stessi di incorrere in pesanti sanzioni.

Questi ritardi, clamorosi per un Paese civile, portano gli italiani a pagare ti tasca propria ben 36 Miliardi (si Miliardi di Euro), per cure e visite che dovrebbero essere garantite dal Servizio Sanitario Nazionale.

Il 71% degli Italiani, è convinto che ci sono ancori troppi sprechi nella sanità pubblica.

Il 50% degli Italiani pensa che il Welfare Sanitario sia stato troppo generoso nei tempi passati e questo aspetto sia una delle cause della crisi dei servizi in questo settore.

Milioni di Italiani anche nel 2016 hanno rinunciato a curarsi e a ricorrere a visite diagnostiche preventive per mancanza di fondi.

Tutti questi numeri, che oltretutto aumentano la percezione negativa, ci portano inevitabilmente a dover far da soli.

Un conto è però pagare di tasca propria una risonanza magnetica, dove parliamo di centinaia di euro, un conto è fare i conti con un imprevisto più grave che può portare a esborsi più importanti e probabilmente per i più anche inaccessibili.

Io stessa ho provato sulla mia pelle cosa vuol dire.

Un anno fa a mia madre è stato diagnosticato un tumore. Di quelli brutti, ed è stato diagnosticato in ritardo, molto in ritardo.

Potevamo io e la mia famiglia rassegnarci?

In quei momenti ho capito che anche qui, nello splendido Nord Est dovevo combattere contro la burocrazia e le lungaggini del Servizio Sanitario Nazionale. Oltretutto in periodo natalizio…. Come se il tumore si fermasse durante le vacanze come molti medici, infermieri e tecnici.

Abbiamo corso in giro per l’Italia e abbiamo speso moltissimi soldi per dare a mia madre una pur flebile speranza. Non è servito purtroppo.

E’ servito a me per convincermi che a queste cose BISOGNA pensarci prima e non quando ti saltano addosso.

Ma è servito a me per capire, per capire la situazione in cui siamo.

E’ servito a me per capire che il futuro della Sanità pubblica rispecchierà quello della Previdenza Pubblica. Anni fa chi parlava del bisogno di integrare da soli la pensione veniva preso per matto.

E ora? C’è ancora qualcuno che pensa che la pensione pubblica basterà a mantenere il nostro tenore di vita?

Anche per la Sanità la via è segnata.

Come fare?

Le società di Mutuo Soccorso ci vengono in aiuto, visto che le Assicurazioni sono molto costose e a volte incomplete.

Grazie alla legge che le ha istituite, alle riforme fatte dai vari governi e al loro funzionamento, permettono a tutti di tutelarsi.

Con cifre abbordabili dalla maggior parte delle famiglie si possono provvedere coperture per la diagnostica e gli interventi chirurgici importanti, quelli che tra il farli subito e bene e farli tardi e magari in approssimazione, ti cambiano la vita…. E non solo te la cambiano a volte.

Tutto questo a partire da meno di 100 euro al mese per coprire tutto il nucleo famigliare. E con il risparmio dato dalle detrazioni fiscali che queste soluzioni permettono, la cifra si abbassa ulteriormente.

Che aspetti a chiamarmi?

Non essere fatalista, apri gli occhi e tutela te e tutta la tua famiglia.

Non aspettare che sia troppo tardi.

CHIAMAMI !

 

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