BANCHE VENETE, TUTTO RISOLTO? MA SARA’ VERO?

By | 12 luglio 2017

In questi giorni, si discute molto sul salvataggio delle Banche Venete.

Le mitiche Popolari che tanti danni hanno provocato in questi anni.

In televisione ci diranno che il problema è definitivamente risolto. Ma sarà vero?

Affido al mio amico Luca Lixi, autore del bellissimo libro “I X comandamenti dell’investimento finanziario” e redattore del blog  “ WikiLixi – Tutti i segreti della finanza, la risposta.

Buona Lettura !!

 

‹‹ Al telegiornale diranno che la crisi delle banche venete è stata “risolta”.

Un italiano medio, non direttamente coinvolto in quello che è un vero e proprio scandalo bancario che ha bruciato e brucerà denaro in una delle zone più produttive d’Italia, sarà quindi confortato da queste parole.

“Al telegiornale hanno detto che il problema è RISOLTO, no?

Ehm… no.

Senza entrare nel dettaglio di procedure di salvataggio bancarie, estremamente noiose e complesse, questi sono gli unici punti che un investitore e un risparmiatore privato italiano deve conoscere:

 

1 – Le due banche venete sono tecnicamente FALLITE.
Come è fallito tecnicamente, da anni, il Monte dei Paschi di Siena.
Non risolte, liquidate, ristrutturate o altre giochi di parole per ingannare chi legge.

FALLIMENTO: è chiaro?
Se la tua PMI o ditta individuale presenta bilanci in rosso e magagne interne come queste due, il giorno dopo deve portare i libri in Tribunale.
E il giorno dopo ancora ha i sigilli al capannone e i conti correnti congelati.
Questo significa liquidazione o risoluzione bancaria.
Fallimento.

 

2 – Perché sono fallite?
Non per l’Unione Europea, non per l’euro, non per le multinazionali, non per Big Pharma o la Bilderberg.
Sono fallite perché hanno prestato soldi (uno dei due bracci fondamentali del business di una banca) a chi poi non li ha restituiti.
Punto.
Te la rifaccio?
– Presti soldi senza criterio.
– Quei soldi non tornano indietro nel tempo previsto.
– Fallisci.
Non è più difficile di così.

Ma se la colpa non è del Bilderberg, della Germania o dell’euro, allora di chi è?

Due figure:
Amministratori e proprietari della banca.
Non faccio nomi, tanto i nomi dei vertici di queste due banche sono noti a tutti.

Amministratori molto noti nel territorio di provenienza, che hanno sfruttato questa falsa maschera di “banca del territorio”, vicina alle esigenze del territorio, per fare i loro comodi, finanziare gli amici degli amici, strizzare l’occhio alle fondazioni politiche, assumere cuGGini degli amici e così via.

Manager incompetenti, che hanno come UNICA premura quella di tenere il proprio culo attaccato alla sedia e di scalare le gerarchie aziendali.
In attesa poi di rivendersi in qualche altra banca, millantando minchiate come ottimi giudizi aziendali o numeri di produzione gonfiati. 


L’ordine dall’alto era quello di prestare soldi alla società di Mario Tantononvipagouncazzo, la Chiodosicuro srl, anche se era chiaro che non avrebbe mai rimborsato un euro? Yes, man.
Dei veri e proprio “Yes man” della peggior specie.

 

3 – Come ha fatto a maturare questo enorme buco senza che nessuno se ne accorgesse per anni?

Qui subentra una manipolazione mentale bella e buona, da parte degli amministratori e dei proprietari della banca, nei confronti di investitori, risparmiatori e organi di informazione.

Queste due banche non sono mai state quotate in Borsa.
Significa che le loro azioni non si potevano acquistare direttamente su un mercato trasparente e regolamentato.

In questo modo, il PREZZO delle azioni di queste banche non veniva deciso dal mercato (ovvero dall’incontro tra chi voleva comprare queste azioni e chi le voleva vendere), ma veniva deciso da… dei periti aziendali.
Pagati dalla banca.

Quindi, mentre dopo il 2009 le azioni di Unicredit, Intesa Sanpaolo e tutte le più grandi banche al mondo subivano una grande flessione (del 50% e oltre), le azioni della Popolare di Vicenza e Veneto Banca vivacchiavano tranquillamente.

La subdola manipolazione degli allora amministratori era questa
“Noi siamo più solidi perché siamo una banca del territorio, non facciamo finanza speculativa, non siamo quotati nella giostra infernale di Piazza Affari ecc.”

Tutte queste informazioni, nelle orecchie di un semplice risparmiatore italiano (in questo caso veneto) erano come dolce musica.

Questa è la manipolazione.
Assecondare il pensiero comune di un semplice risparmiatore (che ha paura della finanza, della Borsa, di Wall Street ecc.), confermare i suoi dubbi per speculare sulla sua ignoranza e vendere altro.

Erano tutte cazzate. Grandissime cazzate.

Il valore delle azioni di queste banche (e quindi la loro capitalizzazione e solidità) non scendevano semplicemente perché era la banca stessa a poterne decidere arbitrariamente il valore.

 

4 – Chi pagherà per questo disastro?

I piccoli azionisti hanno già pagato.
Le azioni di queste banche che si trovano ancora nel deposito titoli dei piccoli azionisti sono crollate del 99% e rotti.
Non c’è più nulla, e non ci sarà mai più nulla.

Dico i “piccoli” azionisti perché i grandi azionisti erano già usciti. Avvisati dall’interno che ormai il gioco stava saltando.
Rimangono solo i piccolini, che non hanno potuto vendere le loro partecipazioni prima che scoppiasse il bubbone.

Ora hanno iniziato a pagare gli obbligazionisti.
Poi chissà.
I correntisti?
Mai mettere limiti al disastro, tra salvataggi pubblici, regole europee e il mercato che schifa queste banche come se fossero impestate.

Questo è quello che significa “risoluzione di una banca”.
Vedi tu se è una bella parola.

Se non credi alle mie parole, puoi sempre credere alle parole istituzionali e governative spacciate dalla stampa per rassicurare le pecore:

“Il sistema bancario italiano è solido e privo di rischi”
Ministro dell’Economia italiano. – 31 Ottobre 2014

“Oggi il Monte Dei Paschi Siena è risanato, e investire è un affare”

Primo ministro italiano. – 22 Gennaio 2016   ››

 

Come hai potuto leggere si prospettano tempi un po’ burrascosi. Forse è meglio dare una controllata ai tuoi conti, soprattutto se affidati, e prepararti a far valere i tuoi diritti!

 

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Buona vita.

Gianmario !

 

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