Banche Popolari e Azionisti “perplessi”

By | 28 Settembre 2015

2fiducia copia 2Buongiorno!

Oggi voglio parlarti della situazione delle Banche Popolari nel nostro territorio.

E’ da un po’ di mesi che se ne sente parlare e in questi giorni il fenomeno si è ingigantito.

Fa un po’ impressione vedere lo spot pubblicitario di una di queste banche, che solo due anni fa parlava di fiducia, di buone maniere, della banca che fa solo la banca, di tradizione e di futuro.

L’altro giorno  un mio amico, Andrea Costenaro, titolare della Veneta Group ha pubblicato sui social una lettera che tre settimane prima aveva inviato al Giornale di Vicenza senza avere il piacere di vederla pubblicata.

E’stato allora che gli ho chiesto l’autorizzazione di pubblicarla qui, e lui me l’ha gentilmente concessa.

Grazie Andrea.

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Chiedo gentile spazio al nostro Giornale di riferimento per inviarvi questa lettera:

Dopo aver letto l’intervista del signor Iorio mi sembra doveroso

parlare della situazione di Banca Popolare di Vicenza, ma da un altro punto di vista, quello che tocca di più il territorio. Ovvero di tutte le aziende socie di Banca Popolare che vedono le loro linee di credito rifiutate, ridotte o messe a rientro, con un bilancio sicuramente BEN MIGLIORE di quello che ha la stessa banca!

Troppo facile dire che lei, signor Iorio, punta i suoi soldi su PopVi: lei, comunque vada la sua avventura a Vicenza, una alternativa ben pagata la troverà, così come i suoi illustri predecessori hanno lasciato con tanto di buonuscite e col portafoglio GONFIO nonostante i danni fatti.

Ben diverso è per chi ha una azienda da mandare avanti o magari per tanti anni ha scommesso sulla banca e ora e’ pensionato. NON PUO’ SCOMMETTERE perché’ HA GIA’ PERSO.

MOLTO, ma non abbastanza per lei evidentemente.

TROPPO, a livello di fiducia, perché’ basti un suo proclamo per tornare a credere nella sua realta’.

Ma, se non si fa altrimenti, la perdita e’ sicura. Così afferma…

La cosa davvero drammatica è come la banca si pone attualmente sul mercato …..

Ovvero: come questa banca, che chiede FIDUCIA ai suoi azionisti, ai suoi azionisti con aziende nelle sue stesse condizioni NON EROGHEREBBE CREDITO! ASSOLUTAMENTE NO!

Ricordo le parole di Sorato (Ex AD) quando diceva che “noi non guardiamo solo all’utile di bilancio di una impresa”.

E’ vero: guardate non solo all’utile, ma anche al dilettevole!!!!

Tu chiedi fiducia a me, e ti aspetti che tu faccia altrettanto. Regola Aurea.

Peccato che:

Se una azienda con le stesse condizioni di bilancio della Popolare di Vicenza, chiedesse un finanziamento alla stessa banca, NON LO RICEVEREBBE MAI e POI MAI!

E’ questo il lato preoccupante della faccenda. LA STESSA BANCA ad un CLIENTE nelle sue condizioni DIREBBE NO! e poi viene chiedere fiducia a chi ha appena detto di NO!

Verrebbe da dire VERGOGNOSO, ma oramai si è capito che tra banche e politica l’arte del voltafaccia, oppure dei “due pesi e due misure” (a cui si estende la Giustizia Italiana) ci ha abituati e ci ha RASSEGNATI.

Ma qui non vale ragazzi miei!

Ti parlano di Rating, di capitale insufficiente, di ECCESSIVO RISCHIO. Queste sono LE LORO REGOLE!

Tu gli dimostri che la gestione caratteristica/operativa è in positivo, e che verranno fatte delle azioni ad hoc, (l’avete appena sentita questa, vero?) ma non e’ sufficiente:

La risposta è NO, oppure RIENTRO.

Ecco, solo che gli azionisti NON POSSONO RIENTRARE.

Subiscono e basta.

Come subiscono i dipendenti (come la mettiamo con chi ha il TFR legato al valore delle azioni??)

E’ vero pure che, PRIMA, a molte aziende il ricatto “compra azioni -> ti finanziamo” era l’unica maniera per ricevere credito. Ce ne sono alcune che conosco che altrimenti avrebbero visto davvero NERO, visto come erano ridotte.

D’altra, la banca deve accantonare soldi in bilancio per darti credito, in percentuale maggiore tanto peggiore e’ il tuo rating.

Ci ho creduto pure io (da salame) finche’ ho capito che mancava tutto il capitale precedente, quello che faceva dire agli impiegati di sportello “state tranquilli, siamo in una botte di ferro”.

Quello che per anni e anni ha visto incrementare il suo valore, mentre colossi come Unicredit e MpS lo vedevano crollare (e nessuno a chiedersi, come sia possibile che Vicenza, Marostica e Montebelluna siano INDENNI a questa CRISI…) .

In America si chiama Schema Ponzi. E si va dritti in galera.

Ma non vale per le banche, soprattutto le NON QUOTATE. Follia pura.

Ora signor Iorio, prima di chiedere nuovamente, si impegni a dare.

Parli con i suoi responsabili crediti, e veda di creare delle linee operative per i già azionisti.

Per coloro che oggi possono essere la sua fortuna o la sua rovina.

Questo sarebbe l’unico passaggio veramente significativo che interessa la nostra gente.

Altrimenti questo fallimento di immagine, sarà anche un fallimento vero e proprio su tutta la linea, e la sua puntata sarà perdente ancora prima di scommettere.

31 agosto 2015″.

 

Buona Vita!

Gianmario

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