Banca Popolare di … La storia di Luigi

By | 4 Aprile 2016

uomo-depressoOggi voglio raccontare la storia di Luigi e del rapporto con la sua banca.

Luigi è un nome di fantasia, ma la storia è vera purtroppo. La banca di Luigi è quella banca che in uno spot televisivo di qualche anno fa parlava di valori e di tradizione.

Luigi è una persona onesta, sposato, con un figlio e il suo appartamento acquistato con sacrificio e … con un mutuo. Mutuo che Luigi paga regolarmente visto che il lavoro va bene. Va talmente bene che riesce pure a risparmiare. E dove potrebbe investire Luigi i suoi sudati risparmi?

Ma certo, in quello che gli consiglia la sua banca, quella dei valori e delle tradizioni: le azioni della banca stessa che “tanto vanno sempre su”. Infatti la banca non è quotata in borsa e il valore delle azioni viene deciso ogni anno dal Consiglio di Amministrazione della banca stessa.

Hai mai visto, caro Luigi, una banca che decide che le sue azioni valgono meno dell’anno prima?

E così Luigi è tranquillo, lavora, paga il mutuo, risparmia e compra azioni.

Un giorno però le cose cambiano, come per tante persone, visto che in quei giorni, mesi, anni, sta cambiando il mondo.

Luigi non ha più un lavoro e quindi non ha più uno stipendio e si trova in difficoltà a pagare il mutuo.

Ma lui è tranquillo, ha risparmiato e comprato le azioni della sua banca, quella dei valori e delle tradizioni, quelle azioni che vanno sempre su… Ha risparmiato tanto e se non dovesse trovare subito un lavoro, per un paio di anni il muto è pagato.

Va in banca e chiede di vendere le azioni per poter tranquillamente andare avanti e pagare il mutuo.

Lo prendono per pazzo: “Ma come, vuoi vendere delle azioni così preziose? Quelle azioni che vanno sempre su? Ti diamo noi un fido, tanto hai come garanzia le azioni, poi intanto ti trovi un lavoro e tutto torna tranquillamente come prima.”

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Già, a 50 anni è facile di questi tempi trovare un lavoro! E infatti Luigi non ce la fa e cade in una profonda depressione.

Passano i mesi e le cose cambiano anche per la Banca, quella dei valori e delle tradizioni.

Non è più sotto il controllo della Banca d’Italia che, come sappiamo, ogni tanto chiude entrambi gli occhi. Oggi è la BCE che controlla e che magicamente scopre quello che tutti sanno: che i bilanci delle banche Popolari sono redatti in maniera molto creativa.

Lo sono tutti, lo sanno tutti, ma non lo sa Luigi che si fida della sua banca.

Anche la Popolare di Vicenza è costretta quindi a redigere un Bilancio con tutte le regole dei bilanci veri.

E cosa si scopre? Che il valore delle azioni, quelle che vanno sempre su, scende del 90%. E scendono anche quelle di Luigi, che scopre che i suoi risparmi non ci sono più.

 

Cosa succede a questo punto? La cosa più semplice del mondo.

La Banca, quella dei valori e delle tradizioni, chiama Luigi e gli comunica che ha 10 giorni di tempo per rientrare dal fido, visto che le azioni che aveva in garanzia non valgono più niente.

Luigi è disperato e pensa spesso al suicidio. Ma questo non è un problema della banca …

Quanti Luigi ci sono in questi mesi in Italia?

E a quegli amministratori che hanno ridotto i vari Luigi in questo stato, nessuno fa nulla?

Questi signori negli ultimi 20 anni si sono comprati aerei, auto blu, e si sono dati stipendi milionari per ridurre i Luigi, ma anche i Pietro e i Giovanni, le signore Maria ed Elisabetta sul lastrico, per poi farli sentire addirittura come delinquenti.

Da oggi, prima di aprire un C/C o chiedere un mutuo, facciamoci mostrare noi il bilancio della banca.

Facciamoci sentire!!

 

Buona Vita!

Gianmario

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